
ROMA – “La recente e improvvisa missione a Mosca del direttore della Cia, John Ratcliffe, riaccende i riflettori sui canali d’ombra tra le superpotenze, confermando come la diplomazia di intelligence sia lo strumento primario per la gestione delle crisi geopolitiche globali”. Lo dichiara Paolo Giardini, Dirigente Nazionale di Libertà è Democrazia.
“L’analisi dell’operazione evidenzia un chiaro cambio di passo: il confronto tecnico e operativo tra apparati di sicurezza, lontano dalle passerelle pubbliche, punta a testare margini riservati di de-escalation sul conflitto in Ucraina, – sottolinea Giardini – dimostrando che il realismo strategico e i canali d’emergenza restano prioritari per prevenire incidenti incontrollati, al di là delle sanzioni e della retorica politica ufficiale”.
“La visita del capo della Cia non segna una svolta formale verso la pace, ma un pragmatismo geopolitico fondamentale. Nel contesto di una profonda instabilità internazionale, il dialogo diretto e riservato tra gli apparati di sicurezza si conferma l’ultimo vero freno d’emergenza per contenere l’escalation e garantire una stabilità minima nei prossimi mesi”, conclude Giardini.
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