
È quanto denuncia il gruppo che ha annunciato una mobilitazione a difesa dei servizi e dei lavoratori
CROTONE – La direzione di filiale di Poste Italiane a Crotone sarà chiusa dal 1° ottobre 2026 e le relative funzioni saranno accorpate a Catanzaro. È quanto denuncia Libertà è Democrazia, che definisce la decisione “un ennesimo colpo” per il territorio crotonese e annuncia una mobilitazione a difesa dei servizi e dei lavoratori.
Al centro della contestazione c’è la sede di via Renato Geremicca 25, indicata dal partito come un presidio strategico per i servizi postali, finanziari e di comunicazione destinati alla provincia di Crotone.
“La Calabria non può e non deve continuare a essere depauperata e svuotata pezzo dopo pezzo” scrive Libertà è Democrazia, che considera la chiusura della direzione di filiale non una semplice riorganizzazione aziendale, ma una scelta destinata ad avere ripercussioni sul territorio.
Secondo il segretario nazionale di Libertà è Democrazia, Giancarlo Affatato, la sede di via Geremicca rappresenta “il cuore dei servizi postali, finanziari e di comunicazione per l’intera provincia”. La sua chiusura rischierebbe di penalizzare in particolare i piccoli comuni, le attività economiche e la qualità dei servizi offerti ai cittadini.
La presa di posizione è condivisa dai vertici regionali e provinciali del partito. Il coordinatore regionale Alberto Vallone, il coordinatore provinciale Rosario Pasquale Abenante, il coordinatore cittadino Mario Antonio Scicchitano e il dirigente nazionale Francesco Iona parlano di un “affronto al territorio”.
Libertà è Democrazia chiede quindi un intervento immediato al sindaco di Crotone Vincenzo Voce, al presidente del Consiglio comunale Antonio Megna e al consigliere regionale Sergio Ferrari, sollecitando l’apertura di un tavolo di confronto con Poste Italiane per verificare le possibilità di scongiurare la chiusura e tutelare i servizi.
L’iniziativa viene portata avanti di concerto con il consigliere comunale Giovanni Russo.
Il partito annuncia inoltre una mobilitazione che, nei prossimi giorni, dovrebbe coinvolgere i sindaci e le amministrazioni comunali della provincia di Crotone, con l’obiettivo di creare un fronte comune contro la decisione di Poste Italiane. Lo slogan scelto dal partito per la protesta è netto: “Crotone non si tocca”.
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