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LA SICILIA SOTTO IL CICLONE HARRY, INTERVIENE LA DIREZIONE REGIONALE SICILIANA DI LeD



QUANDO L’INCURIA DIVENTA COMPLICE DELLA TEMPESTA,

da amico a nemico.

Partito Politico Libertà è Democrazia

LA SICILIA SOTTO IL CICLONE HARRY

La Sicilia come una nave antica abbandonata al mare in tempesta.

Il passaggio del ciclone Harry non è stato soltanto un evento atmosferico di inaudita violenza, ma il momento della verità che ha messo a nudo la fragilità di un territorio trattato come una nobile decaduta, lasciata a ballare sotto una pioggia di pietre senza alcun riparo. La nostra terra, simile a una nave antica le cui assi sono state lasciate marcire per anni nel porto dell’indifferenza, non ha potuto far altro che imbarcare acqua di fronte alla prima vera tempesta, affondando sotto il peso di una manutenzione che è rimasta solo sulla carta.

La responsabilità della Pubblica Amministrazione e il mito del “Caso Fortuito”

La tesi che l’amministrazione cerca di brandire come uno scudo è quella dell’eccezionalità dell’evento, invocando il “caso fortuito nascondendosi  tra la nebbia delle scuse burocratiche.

La Pubblica amministrazione sostiene che Harry sia stato u “Medicane” (Mediterranean Hurricane) imprevedibile, con una portata d’acqua tale da saturare qualsiasi sistema di drenaggio, rendendo nullo ogni sforzo di manutenzione preventiva. Dice  che non si può colpevolizzare il guardiano se il cielo decide di crollare sulla terra.

Questa tesi è un castello di sabbia destinato a essere travolto dall’onda d’urto della realtà.  La manutenzione dei corsi d’acqua, la pulizia dei tombini e il consolidamento dei versanti sono l’armatura invisibile che avrebbe dovuto proteggere il corpo fragile della nostra isola. Se l’armatura è arrugginita o assente, l’amministrazione non può invocare la forza del colpo ricevuto per andare esente da colpa.

l’eccezionalità meteorologica non esclude la responsabilità del custode se l’omessa manutenzione ha contribuito al danno. Il ciclone Harry è stato il giudice severo che ha emesso una sentenza di condanna contro anni di silenzi e omissioni. la “prevedibilità” di eventi estremi, ormai ciclici nel Mediterraneo, impone standard di custodia più elevati. Non accetteremo che la devastazione venga archiviata come un “atto di Dio”. Se il cielo ha pianto, è stata la terra a non saper accogliere quelle lacrime a causa di chi doveva curarla. La nostra azione di libertà è democrazia  sarà una scansione a raggi X che individuerà ogni singola crepa nella corazza dell’amministrazione, portando alla luce le carenze probatorie di chi oggi si professa impotente.

Dalla Direzione regionale del Partito Libertà è Democrazia

 

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