
ROMA – Da un’indagine, che non è un sondaggio, da parte del Forum Nazionale “Libertà é Democrazia” – Osservatorio Politiche Nazionali E Territoriali – Centro Studi Storico-Politico – Sociale, si rileva che, probabilmente e principalmente, per il magistero pontificio del Pontefice, appartenente all’Ordine Agostiniano, Leone XIV, vi è un trend di crescita del numero di persone che si dichiarano Cattolici-Laici in Italia.
Circa la religione Cattolica, non essendo più una religione di Stato, come, invece, lo fu dal 1848 al 1948, l’Istat, ha smesso di censire la religione degli italiani, quindi non esiste un numero “ufficiale”, per cui non ci sono più dati aggiornati ufficiali sulla percentuale dei cattolici in Italia, e non si ha modo, quindi, di conoscere, esattamente il loro numero, rilevato, soltanto da sondaggi da Istituti, comunque accreditati, quali, ad esempio, dai dati della Doxa, che ha questo nome dal termine della lingua greca “δὀξα” (dóxa) che significa “opinione” che è stata la prima società di ricerche nata in Italia, tra le prime in Europa e da Ipsos Group, con sede a Parigi.
Negli ultimi anni, secondo rilevamenti statistici, il numero dei Cattolici in Italia, erano i seguenti:
Anno 2017: il 74.4%, pari a circa 45 milioni
Anno 2019: il 66,7%, pari a circa 40 milioni
Anno 2023: il 61”, pari a circa 35 milioni
Quest’ultimo dato, rappresenta un calo rispetto al 2017, e le differenze per età e Territorio, erano, con forti variazioni, con le seguenti percentuali di Cattolici dichiarati:
In generale, si distingue tra “Cattolici Praticanti” e “Cattolici non Praticanti”, con una significativa parte della popolazione che si identifica, comunque, culturalmente come cattolica senza partecipare attivamente ed in suindicati dati mostrano un trend dal 2017 al 2023 e tale diminuzione dei Cattolici in Italia, vi è stata, anche nel 2024 e nei primi due mesi del 2025, a favore di posizioni irreligiose o di atei dichiarati o di altre religioni.
Sotto l’aspetto Politico, è da rilevare che lo stravolgimento della situazione politica italiana, ha disperso i Cattolici Italiani, in vari Movimenti Politici o Partiti, e non ha consentito ai Laici-Cattolici, di affermare e di diffondere i valori del cattolicesimo liberale e democratico, pur essendo il cattolicesimo, per motivi storici e culturali, la fede maggioritaria in Italia.
Tali motivi storici e culturali, nel marzo 2025, si sono tradotti in un motivo politico, cioè in un modo cattolico di fare politica e lo si deve alla fondazione di un Partito dal nome “Libertà E’ Democrazia”, che è considerato elemento di “riaggregazione” dei Laici-Cattolici Italiani, e sta facendo registrare numerose adesioni, per la sua capillare organizzazione territoriale, Comune per Comune, Provincia per Provincia, Regione per Regione, dando un trend di crescita del numero di persone che si dichiarano Cattolici, quali dei Laici-Cattolici, dovuto, anche, come suindicato al magistero del Pontefice Leone XIV, che ha lo stesso nome pontificale di Leone XIII che ha promulgato, nel 1891, la “Rerum Novarum”, sulla Dottrina
Sociale Cattolica, commemorata, nel 135° anno della sua promulgazione, quindi nel 2026, con l’Enciclica “Magnifica Humanitas”.
Il termine “Cattolico” ha due accezioni principali, e la prima, come parte etimologica, signi fica “Universale” che, in temini politici, non significa sentirsi, nel linguaggio politico comune, né di “Destra”, né di “Sinistra”, e simbolicamente ed allegoricamente, è come avere un abito politico operativo, senza una “manica di destra” e senza una “manica di sinistra”, ma un mantello, quello Cattolico, che si colloca, anche storicamente, al centro, rappresentando una “centralità” tra gli schieramenti politici.
L’altra accezione, la seconda, del termine “Cattolico”, è che i “Laici-Cattolici”, si sentono di appartenere al Vescovo di Roma, cioè il Pontefice, qualificandosi non semplicemente come “cristiani”, in quanto questo termine può non contenere il temine “cattolici”, mentre questo termine contiene il termine cristiani.
In questo senso, il cattolicesimo, si oppone al protestantesimo che a partire da Martin Lutero (1483 – 1546) e Giovanni Calvino (1509 – 1564), non riconosce la Sede Apostolica con i suoi Pontefici, e tale fede protestante è presente in diversi Stati d’Europa.
Il termine “Cattolico” ha la sua apparizione in una Lettera di Sant’Ignazio di Antiochia (33 circa – 107 circa), scomparso nel 107 d.C.: “Ubi Christus, ib Catholica Ecclesia” (La dove è Cristo, là è la Chiesa Cattolica), e questa “cattolicità”, come definizione, fu data, alla fine del II° sec., da San Cirillo di Gerusalemme (313/315 – 386): “Essa si chiama Cattolica perché si è diffusa in tutto il mondo da un’estremità all’altra della Terra: perché essa insegna universalmente e senza eccezione tutti i dogmi che devono essere portati alla conoscenza degli uomini; e ancora perché sottopone al vero culto il genere umano, Principi e semplici individui, scienziati e ignoranti”.
Per la Chiesa Cattolica, per i Laici-Cattolici, l’essenziale è la “Tradizione”, insegnata dal magistero dei Pontefici, ed è stata evocata da Sant’Ireneo di Lione (122 – 202), nella sua opera “Adversus Haereses”, scritta tra il 175 ed il 189, ed è quella degli Apostoli e questo Testo rileva che già dal II sec., per un Cattolico, sia ad Occidente, che ad Oriente, il criterio della vera Dottrina è la “Comunione con Roma”, vale a dire con il Vescovo di Roma, il Pontefice, successore tradizionale di San Pietro Apostolo.
Infine, l’Editto di Tessalonica, conosciuto anche come Cunctos populos (Tutti i popoli), del 380, e sottoscritto da Flavio Teodosio Augusto (347 – 395) e dai co-regnanti Flavio Graziano (359 – 383) e Flavio Valentiniano (371 – 392), che stabilì che i cristiani, dovevano chiamarsi cristiano-cattolici, per evitare le eresie che erano in atto, come poi si verificarono, molti secoli dopo anche con il protestantesimo ed ancora cercano di diffondersi.
Quindi, questa “riaggregazione” dei Laici-Cattolici, nell’ambito della società italiana e della Chiesa Cattolica, che ha come Patroni San Francesco (1182 – 1226) e Santa Caterina (1347 – 1380) da Siena, ha un riferimento nel Partito “Libertà E’ Democrazia”, al fine, sotto l’aspetto politico, di un modo di far politica, anche sotto l’aspetto storico-culturale, poiché è stato giustamente detto che “Non vi è Politica senza Cultura”, per la realizzazione del bene comune.
Per coloro che vogliono contribuire, partecipando in una “cittadinanza attiva”, a determinare la politica nazionale, basta aderire a “Libertà E’ Democrazia” (Lèd), per essere e sentirsi “comunità politica”, con intenti e valori del “cattolicesimo liberale” e “cattolico democratico” anche per far nuovamente crescere la percentuale del numero di persone che si dichiarano cattoliche, con una loro presenza nelle istituzioni, dal Comune, alla Provincia, alla Regione, al Parlamento Italiano ed al Parlamento Europeo.
I Laici-Cattolici, CattolicI Italiani, pertanto, hanno trovato motivo, sia storico-culturale, che politico, in “Libertà Democrazia”, che non è da considerare un movimento politico, bensì un Partito, in quanto i Laici-Cattolici fanno parte, in modo égius-naturalistico, della società, sentendosi quindi Partito.
A cura del dott. Gianni Sabàto – Coordinatore Nazionale Forum Libertà é Democrazia – Emerito Console d’Onore -, nomina sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, n. 224 del 26/09/2006, ai sensi della Convenzione di Vienna sulle Relazioni Consolari, nonché Direttore dell’Osservatorio Nazionale E Territoriale – Centro Studi – storico-politico-sociale.
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