
ROMA – Il 10 febbraio il nostro Paese ha celebrato la Giornata del Ricordo, istituita per commemorare le vittime delle Foibe e dell’esodo Giuliano-Dalmata e le vicende del confine orientale tra il 1943 e il 1947, rimaste nell’oblio della storia per molto tempo. Parlare delle Foibe non è solo oggi un esercizio di storiografia, è un atto di umanità. Per troppi, molti decenni, le voragini carsiche dell’Istria e della Venezia Giulia e l’esodo di 300.000 italiani, sono stati avvolti da un silenzio assordante e colpevole, un silenzio di Stato che ha moltiplicato le sofferenze delle vittime. Oggi dobbiamo raccontare e celebrare questa storia con il cuore, dobbiamo provare ed accostarci a quelle “fessure” nella terra, non come luogo geografico, bensì come monumento al dolore alle lacrime dove la dignità umana è stata gettata via come una scarpa rotta. La pulizia etnica e ideologica è stata attuata dai Partigiani titini su uomini, donne e bambini colpevoli solo di essere italiani. Immaginare quelle scene richiede grande sensibilità. La foiba di Basovizza, oggi monumento nazionale, è il simbolo di questo dramma disumano. Intere comunità italiane lasciarono le loro terre e le loro case, i cimiteri dei loro cari, per sfuggire alla repressione cieca e brutale. In migliaia hanno dovuto scegliere tra la propria vita e la propria terra. Le immagini di treni carichi di esuli, spesso accolti con ostilità e indifferenza in Patria, ci mostrano una delle pagine più dolorose della nostra storia recente. Oggi questo ricordo per noi di Libertà è Democrazia, nuova formazione politica di orientamento Cristiano, deve trasformarsi in un monito contro ogni forma di odio e di nazionalismo. Riconoscere quel dolore con il cuore significa onorare quelle vittime e dare voce a chi non l’ha avuta; insegnare alle nuove generazioni il valore del rispetto tra i popoli e della dignità umana. “Ricordare per capire, per imparare e per evitare che l’odio tra i popoli prevalga ancora… “.
Queste le parole del segretario nazionale di Libertà è Democrazia, architetto professor Giancarlo Affatato.
Riportiamo i veri valori al centro della nostra società