
ROMA – “Non possiamo girarci dall’altra parte. Quando l’odio e il rifiuto entrano in casa, le conseguenze possono essere devastanti. Mirko aveva il diritto di vivere la propria identità liberamente, come ogni cittadino. La sua storia ci ricorda che l’omofobia non è un’opinione, è una forma di violenza che distrugge vite”. A dirlo è Giancarlo Affatato, segretario nazionale di Libertà è Democrazia (LeD), esprimendo “profondo cordoglio” per la morte di Kathy Andreoni, 52 anni, e del figlio Mirko Moriconi, 24 anni, vittime della tragedia avvenuta a Pieve di Camaiore, in Versilia. “Dalle prime ricostruzioni emerge un quadro familiare segnato da tensioni e incomprensioni – aggiunge -. Il messaggio pubblicato anni fa da Mirko sui social (È brutto pensare che un padre ti preferisca morto piuttosto che gay) racconta una sofferenza che oggi, dopo la tragedia, assume un significato ancora più doloroso”.
“La presenza femminile e il sostegno di una madre come Kathy sono stati centrali nella vita di Mirko – aggiunge Cheti Cafissi, responsabile delle Politiche femminili di LeD -. Questo duplice omicidio spegne due esistenze e interroga tutti noi sul dovere di educare al rispetto e all’accettazione delle differenze, a partire dalle famiglie. LeD si stringe alla comunità di Camaiore, alla mamma Kathy e al figlio Mirko, giovane artista e lavoratore. Libertà è Democrazia ribadisce l’impegno per politiche che contrastino ogni forma di discriminazione e che tutelino chi subisce violenza o rifiuto a causa del proprio orientamento sessuale”.
(Red-Cro/Adnkronos)
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