
Un ritorno alla politica ispirata ai valori della Dottrina sociale della Chiesa. È questa la proposta lanciata da Giancarlo Affatato dove si tracciano le linee fondative del suo nuovo partito: “Libertà è Democrazia”. Un movimento che vuole parlare a chi da tempo ha smesso di votare, puntando su temi fondamentali come sanità, istruzione, welfare, sostegno alle famiglie e ai più fragili. “Non siamo una nuova DC, ma un progetto moderno, radicato nei valori della tradizione cristiana. Vogliamo costruire un’alternativa concreta per chi oggi non si sente rappresentato”, ha dichiarato Affatato.
Un partito giovane, ma con basi solide
Il nuovo soggetto politico si pone l’obiettivo di ricostruire il legame tra cittadini e istituzioni, partendo da cinque pilastri fondamentali: vita, sociale, sicurezza, istruzione e salute, con un forte richiamo alla Dottrina sociale della Chiesa come bussola morale e politica.
“È la prima volta che in Italia nasce un partito con queste caratteristiche dai tempi di Berlusconi nel 1994. Ma, a differenza di allora, partiamo da zero, senza media, giornali o fondi. Abbiamo dalla nostra parte idee fresche e una rete in costruzione su tutto il territorio nazionale”, ha spiegato Affatato.
L’obiettivo: recuperare gli astenuti
Il focus principale è su quella fascia di elettorato cattolico che, secondo il fondatore, rappresenta un 10-20% dell’attuale astensionismo. “Non vogliamo sottrarre voti ad altri partiti, ma parlare a chi ha smesso di credere nella politica. Parliamo soprattutto a quell’Italia silenziosa, che frequenta la Chiesa, ma non si riconosce più nei partiti tradizionali”, afferma Affatato.
Religione e società: “Riempire chiese e oratori”
Il legame con la dimensione religiosa è esplicito e rivendicato. “Vogliamo tornare a un’educazione civica che parta dai valori cristiani: frequentare gli oratori, accompagnare le persone al matrimonio, sostenere la natalità. Se non si cambia rotta, tra trent’anni l’Italia si ritroverà con la popolazione dimezzata”, ha avvertito.
Posizionamento politico e visione internazionale
Sebbene “Libertà è Democrazia” sembri collocarsi nell’area del centrodestra moderato, Affatato precisa: “Oggi il bipolarismo non esiste più. Bisogna tornare a parlare di problemi concreti. Il nostro interlocutore è la gente comune, quella che fatica a pagare le bollette o a prendersi cura dei propri cari”.
Sul piano internazionale, il leader del nuovo movimento rivendica un ruolo più incisivo per l’Italia: “Ai tempi di Craxi e Andreotti, l’Italia sedeva ai tavoli globali. Oggi, nonostante siamo la settima potenza mondiale, ci tengono fuori. Serve una politica estera più assertiva, meno subalterna a Francia e Germania”.
Prossimi passi
Il movimento è attualmente in fase di strutturazione, con adesioni crescenti da parte di esponenti civici e amministratori locali. “Stiamo lavorando su tutto il territorio nazionale, raccogliendo le energie di chi crede in questo progetto. Il nostro non è solo un partito, ma un’idea di Paese”, dice ancora Affatato.
Fonti:
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